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Primo Piano, politica interna: la fiducia al Senato

E ora che il governo Conte II ha avuto la fiducia anche dal Senato —169 sì, 133 no, 5 astenuti — le aule parlamentari dominate dalla maggioranza M5S-Pd-Leu sono in attesa dei primi provvedimenti da votare che però, al momento, neanche sono stati messi in calendario: a partire dalla riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari, il cui voto definitivo previsto alla Camera slitta a ottobre perché le forze di maggioranza non hanno un accordo in tasca sull’incastro con la legge elettorale proporzionale. Così il professor Giuseppe Conte, affiancato in Aula da Luigi Di Maio (Esteri) e da Luciana Lamorgese (Interno), ha incassato il via libera di Palazzo Madama con due voti in meno del Conte I (171): «Ora il primo obiettivo è governare, dopo questa fiducia che è un nuovo inizio per l’Italia», ha detto il presidente del Consiglio. E il capo politico del M5S si è subito messo in sintonia: «Conte è il garante del programma, ero scettico sul Pd ma mi ha stupito positivamente». Votano la Fiducia anche i senatori a vita: il si all’esecutivo di Segre e Monti.

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