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Primo Piano, politica interna: le foto private di Sarti scuotono la politica

Le foto intime di Giulia Sarti tornano a circolare su Internet. La deputata del M5S riceve la solidarietà di tutto il Parlamento, dal presidente della Camera Roberto Fico fino ai parlamentari di Pd, Forza Italia, Lega, Leu. Si schierano in sua difesa Mara Carfagna, Barbara Saltamartini, Laura Boldrini. Ma per l’ex presidente della Commissione Giustizia non c’è pace. È sotto processo da parte dei probiviri M5S. Non ha ancora dato una sua versione, ma starebbe pensando di difendersi: parlando, nelle controdeduzioni da presentare contro l’espulsione, di nuovi ammanchi sul suo conto. E della possibilità di fare un’altra denuncia contro l’ex compagno. E potrebbero esserci in circolazione altre foto e filmini privati della parlamentare grillina, ma anche registrazioni di incontri con politici ed esponenti di primo piano del M5S. Tanto basta per far scattare la psicosi di un ricatto contro la deputata costretta a dimettersi dieci giorni fa da presidente della commissione Giustizia della Camera perché si è scoperto che aveva denunciato il fidanzato accusandolo falsamente di essersi appropriato dei fondi del Movimento pur sapendo che non era vero. E il timore che il materiale possa essere utilizzato anche contro altri parlamentari e ministri. Dopo la diffusione sui cellulari di politici e giornalisti di otto immagini – rubate da un hacker qualche anno fa – e di un falso video porno, scatta la solidarietà dell’intero Parlamento nei confronti di Sarti. Deputati e senatori di tutti i partiti parlano di «cyberbullismo», esprimono «condanna per quanto sta accadendo». Ma il clima è di massima tensione, tanto che il garante della Privacy interviene per «richiamare l’attenzione dei mezzi di informazione invitando all’astensione dal diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica». Un monito condiviso dal presidente della Camera Roberto Fico che parla di atti «vigliacchi e vergognosi».

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