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Primo Piano, politica interna: licenziato il capo dell’Agenzia spaziale

Con una buona scelta dei tempi mediatici è Roberto Battiston a battere tutti sul tempo e ad annunciare la propria rimozione dal vertice dell’Asi, l’Agenzia spaziale italiana: «Oggi il Ministro Bussetti con mia sorpresa mi ha comunicato la revoca immediata dell’incarico di Presidente Asi», scrive su Twitter di prima mattina. E aggiunge: «E il primo spoils system di un ente di ricerca», seguono i ringraziamenti ai collaboratori. Dal Miur nessuna reazione pubblica: il fatto che non ci sia neppure un grazie di prassi per il lavoro svolto fa capire come si sia svolto l’incontro tra il ministro e l’ormai ex presidente. Da viale Trastevere arriva ufficialmente solo la reazione stizzita del viceministro Cinquestelle Lorenzo Fioramonti che protesta per non essere stato avvertito: «Ho appreso anche io questa notizia dai social network», twitta per poi rilanciare la polemica: «Vista la difficoltà in cui versa la ricerca in Italia c’è il rischio che scelte non condivise vengano interpretate in maniera sbagliata». E infatti la decisione comunicata da Bussetti viene letta dai Cinquestelle nella maggioranza e dall’opposizione come una mossa ispirata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti che ha la delega per tutto quel che riguarda il settore dell’aerospazio. Su Repubblica Amedeo Balbi, professore associato di astronomia e astrofisica presso il dipartimento di Fisica dell’università di Roma “Tor Vergata” sostiene che “negli ultimi quattro anni l’Asi si è riappropriata di un ruolo scientifico che in passato era sembrato secondario, senza perdere di vista gli importanti interessi industriali che ruotano attorno allo spazio e rafforzando il rapporto con i partner internazionali, in particolare con le controparti statunitense e europea, ma anche con le potenze emergenti. L’improvviso allontanamento di Battiston dalla carica, quindi, oltre a cogliere del tutto alla sprovvista il mondo scientifico e accademico, rischia seriamente di interrompere un momento virtuoso per un ente tra i più importanti del nostro paese”.

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