Privacy Policy Primo Piano, politica interna: Moscopoli incendia il Parlamento – Agenzia Data Stampa

Primo Piano, politica interna: Moscopoli incendia il Parlamento

A Palazzo Chigi cominciano a circolare analisi allarmate. A quanto pare la coabitazione tra Di Maio e Salvini sta portando a strappi e retromarce sempre più frequenti. Solo ieri il leader leghista era sotto il fuoco incrociato dei 5 Stelle per indurlo a chiarire in Parlamento la vicenda dei presunti fondi russi. Il ministro dell’Interno l’aveva escluso dicendo che non aveva senso parlare di spie ma, sia pure nella formula del question time, andrebbe a parlarne davanti ai parlamentari. Il punto è che invece il presidente Fico ha accolto la richiesta dei partiti di opposizione – Pd, Leu e + Europa – di riferire in Aula con un’informativa. Un atto che i leghisti interpretano come politicamente ostile perché fatto di sponda con Zingaretti e che mira direttamente al leader. D’altronde, la pressione del M5S e del premier Giuseppe Conte, oltre che delle opposizioni, è sempre più insistente. «II ministro dell’Interno non si è neppure degnato di rispondere, questo è un fatto molto grave. Umilia non le opposizioni ma il Parlamento, quindi sospendiamo l’attività parlamentare. I lavori non riprenderanno finché non sarà restituita dignità a questo luogo». È il capogruppo Graziano Delrio a dare il via alla protesta dura. «Una situazione tecnicamente golpista. Salvini elude la Costituzione, doverosa la reazione del Pd», attacca il dem Stefano Ceccanti. Silvio Berlusconi del resto aveva dichiarato in una nota la sua fiducia nell’amico Salvini: «Nessun finanziamento da Russia, me l’ha detto Putin». La convinzione, nel governo, è che le rivelazioni siano appena cominciate; che del colloquio registrato tra il presidente dell’associazione Lombardia-Russia e i suoi interlocutori moscoviti possano esistere altri spezzoni; e che sia destinato a diventare una questione di sicurezza e interesse nazionali. La presenza del leghista Savoini al vertice bilaterale tra Salvini e il ministro dell’Interno russo, Vladimir Kolokoltsev, un anno fa a Mosca, è considerata una controprova. D’altronde, la magistratura milanese fa capire che le indagini saranno lunghe, laboriose, e proiettate fuori dai confini italiani. Per la Lega, il problema è difendere il suo uomo a Mosca e Claudio D’Amico, consigliere strategico di Salvini a Palazzo Chigi; e in parallelo evitare che gli sviluppi dell’inchiesta travolgano lo stesso vicepremier. Per i Cinque Stelle è un’occasione unica per tentare di rifarsi contro la Lega che ha trionfato alle Europee a spese del Movimento. Ma devono stare attenti a evitare che il caso affossi il governo o trasformi Salvini in vittima.

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