Privacy Policy Primo Piano, politica interna: opposizioni e renziani all’attacco del governo – Agenzia Data Stampa

Primo Piano, politica interna: opposizioni e renziani all’attacco del governo

Contestano a Conte la modalità di comunicazione, il fatto di aver di fatto bypassato il Parlamento per ogni decisione, di annunciare misure prima ancora che i testi dei provvedimenti siano disponibili, di governare per atto amministrativo, in questo modo ledendo i diritti costituzionali dei cittadini e dei partiti. E’ la cornice del nuovo affondo dei partiti del centrodestra, a pochi giorni dall’appello alla collaborazione invocato dal presidente della Repubblica. Eppure di collaborazione se ne vede poca, se ieri i tre partiti primari dell’opposizione chiedono la «convocazione immediata e a oltranza delle Camere e possibilità di essere ricevuti dal presidente della Repubblica nei modi e nelle forme ritenute più opportune alla luce delle nuove regole. E fondamentale restituire al Parlamento la sua centralità affinché eserciti appieno i poteri affidatigli dalla Costituzione, legiferare e controllare l’attività del governo». Le richieste dell’opposizione sono avanzate in maniera unitaria da Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. L’accusa di Salvini: «L’uomo solo (o la coppia sola) al comando non bastano per salvare il Paese, non è questo il modo di agire e dare certezze agli italiani, così non si può andare avanti, fra annunci di notte e confusione di giorno». Ma attacchi duri arrivano anche Renzi. Le voci di un asse sempre più stretto tra i due Matteo tramite gli auspici del comune amico Denis Verdini, tornano a farsi insistenti a destra. Sta di fatto che nelle stesse ore un nuovo affondo al premier viene mosso proprio da Renzi: «Evitiamo di seminare il panico e di avere una comunicazione istituzionale che assomiglia a un reality», critica anche lui. La Camera continuerà a lavorare, assicura intanto il presidente Roberto Fico. La presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati (Fi) sembra invece schierarsi, invitando Conte a «un raccordo con le Camere finora mai attuato». Il Pd con Dario Franceschini e il M5S con Luigi Di Maio fanno quadrato attorno al premier, sospettano manovre in corso. Quel che tramonta prima ancora di nascere è l’ipotesi di un governo di “tutti”. Giorgia Meloni ha già fatto sapere ai suoi che lei coi 5 Stelle un patto di governo non lo firmerà mai, neanche per l’emergenza nazionale. Resta l’opzione dei tecnici, col sostegno esterno di tutti.

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