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Primo Piano, politica interna: Pd Zingaretti, mai alleati con i 5 Stelle

«È evidente che non voglio allearmi con i 5 Stelle: li ho sconfitti 2 volte. Voglio parlare con chi ci ha abbandonato, voglio capire perché. Dobbiamo combattere, altro che subalternità. E subalterno chi nella battaglia interna usa gli stessi strumenti che critichiamo nei 5S». Nicola Zingaretti ieri ha deciso di spegnere gli allarmi innescati dall’ala renziana del Pd in merito a una sua tentazione «dialoghista» con i grillini. Così come ha negato di avere intenzione di «porre il problema del nome di questo partito»: «Voglio fare il segretario del Partito democratico. Il resto sono caricature». Anche Dario Franceschini,intervistato dal Corriere della Sera, smentisce ogni ipotesi di alleanza con i 5 Stelle, ma rilancia la linea del dialogo in particolare con quella parte dell’elettorato pentastellato che in passato aveva votato per il Pd: «Gran parte degli elettori del Movimento hanno votato in passato per noi. Se siamo arrivati dal 41 per cento al 18 in 4 anni un motivo ci sarà. Non è che quegli elettori sono diventati improvvisamente dei pericolosi reazionari. Quindi è necessario un lavoro di recupero». E sul processo di rifondazione del Partito democratico, invoca un congresso in tempi brevi: «Sì, entro febbraio o marzo al massimo, ricordandoci però che il Congresso non è solo l’elezione del leader. Dobbiamo ridiscutere tutto».

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