Privacy Policy Primo Piano, politica interna: pressing su Conte per un nuovo governo – Agenzia Data Stampa

Primo Piano, politica interna: pressing su Conte per un nuovo governo

Non ha paura Giuseppe Conte, «davvero non teme che possa cascare il governo». Non su Alfonso Bonafede e non per mano di Matteo Renzi e compagni. Il capo del governo si dice «molto tranquillo», ma anche determinato a non subire ricatti da pezzi della sua maggioranza. Se il suo predecessore a Palazzo Chigi vuole ragionare di provvedimenti per il bene del Paese, il professore pugliese è pronto a valutare ogni proposta. Se invece in gioco ci sono poltrone, rimpasti di governo o tentativi di imporre l’agenda da parte di un «partito del 2 per cento», allora proprio no, su questo tavolo Conte non tratta. Eppure, il pressing sul premier per modificare la squadra esiste. Ieri si è aggiunto il sindaco di Milano Beppe Sala: «Credo che Conte debba rafforzare la sua struttura. La compagine ministeriale può essere rivista. Non lo chiamerei rimpasto, ma penso che il premier possa avere bisogno dei migliori italiani al suo fianco». II punto, come detto, è che il presidente del Consiglio non sembra dello stesso avviso. Altro discorso, invece, è un intervento mirato, minimo, di precisione attorno a qualche posto di sottogoverno, in attesa di un ulteriore ristoro in occasione della tornata di nomine di giugno e luglio.
Una strana euforia, ecco cosa si respira a Palazzo Chigi in queste ore. La ragione è presto detta: Giuseppe Conte è convinto di aver stravinto in Europa. Meglio: pensa che gli eurobond contribuiranno a spuntare le armi di chi vorrebbe disarcionarlo. E però questo stato d’animo rischia di consigliargli qualche mossa avventata.

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