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Primo Piano, politica interna: riforma della giustizia

Resta caldissimo il fronte della prescrizione. Perchè non accenna a scendere la tensione tra Movimento 5 Stelle e Pd sulla riforma destinata a entrare in vigore il prossimo 1° gennaio. Ieri dopo una lunga riunione il gruppo del Pd alla Camera ha deciso di negare l’urgenza al disegno di legge Costa che blocca la riforma Bonafede. Il voto fnisce 269 (Pd, M5S, Leu) a 219 (il centrodestra), stoppa la legge Costa, ma spacca la maggioranza. Italia viva non vota. Ma la frattura è ben più grave. Perché in una lunga riunione prima dell’aula, a cui non partecipa Orlando, il Pd fissa la linea dura contro M5S. Quella che il segretario Nicola Zingaretti ufficializza a voto avvenuto, per il Pd è «inaccettabile l’entrata in vigore della prescrizione senza garanzie sulla durata dei processi». Quindi «senza un accordo il Pd presenterà un suo ddl». Il capogruppo dem Graziano Delrio: «Vedo minacce del tipo “senza di me questo non passa” oppure “noi siamo l’ago della bilancia”. Dobbiamo rispettare tutte le sollecitazioni che vengono dalle forze di maggioranza, a maggior ragione quando arrivano dal partito più forte in Parlamento: il Movimento 5 stelle. Ma l’approccio di Di Maio non ml piace. Ricattare gli alleati non può essere un metodo».

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