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Primo Piano, politica interna: scenario

Le questioni interne continuano a tenere banco tra i vertici Cinque Stelle. Sul tavolo la questione calabrese — con i parlamentari sempre divisi sul nome di Francesco Aiello (domenica alla presentazione del candidato ce n’era solo la metà) —. Impossibile un nuovo voto su Rousseau per un asse con i dem per motivi di statuto. Ai piani alti del Movimento c’è la convinzione che tra gli attivisti locali «passerebbe il no all’alleanza con il Pd». II cerino è nelle mani dei parlamentari che hanno gestito la questione e che ora si stanno scontrando sul da farsi. «Se ci sarà caos e divisioni non verrà dato il simbolo», confida un esponente del gotha pentastellato. Tradotto in altro modo: il Movimento non prenderà parte alle Regionali.
Arriva con una buona mezzora di ritardo rispetto all’inizio dell’evento, come le star che si fanno attendere. Quando Matteo Salvini fa il suo ingresso nell’edificio della Borsa di Anversa, un gioiello architettonico del 1531 simbolo di un commercio globale, la platea che vuole il protezionismo e le frontiere chiuse si alza in piedi e lo accoglie con un’ovazione. «Sei la speranza di tutti i cittadini europei che cercano equità e giustizia» lo accoglie Gerolf Annemans, storico leader del Vlaams Belang, il partito dell’estrema destra fiamminga. Sfodera i classici del suo repertorio contro la sinistra, i magistrati, i giornalisti, gli immigrati, l’Europa islamica e il premier Conte. Ma anche attacca la riforma del Mes e le banche tedesche «che si devono salvare con i soldi dei tedeschi». Intanto da La Stampa si apprende che «l’Italia ha chiesto di introdurre un codice di regolamentazione delle imbarcazioni di tipo privato che vanno nelle acque del Mediterraneo», ha spiegato il ministro Lamorgese da Bruxelles, dove era ieri per il primo vertice multilaterale con il nuovo commissario alle politiche su migrazioni e sicurezza, Margaritis Schinas. L’obiettivo italiano sono linee-guida a cui gli Stati Ue facciano riferimento.

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