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Primo Piano, politica interna: trivelle

I movimenti contro le trivelle contro le sceltre degli ex alleati del M5S ora al governo, al loro fianco ai tempi del referendum del 17 aprile di tre anni fa (che non raggiunse il quorum) e adesso, invece, dall’altra parte della barricata. Anche la base degli attivisti Cinque Stelle è in fermento, vuole capire bene, dopo che l’esponente dei Verdi Angelo Bonelli, spulciando il Bollettino degli idrocarburi e delle georisorse del Mise, il ministero guidato da Luigi Di Maio, pubblicato il 31 dicembre, ha fatto la scoperta: tre nuovi permessi rilasciati per la ricerca del petrolio nel Mar Ionio su una superficie complessiva di 2 mila 200 chilometri quadrati, a favore della società americana Global Med Llc. Di Maio parla di atto dovuto. Ma la base dei 5 Stelle in Puglia è in rivolta contro le decisioni del governo: il vicepremier sostiene che “queste ricerche di idrocarburi erano state autorizzate dal governo precedente e in particolare dal ministero dell’Ambiente ai tempi del ministro Gian Luca Galletti, che aveva dato una Via, la Valutazione di impatto ambientale, favorevole”. Bonelli contesta invece l’autodifesa del governo: “Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, non dice che i suoi uffici hanno dato pareri positivi per le trivellazioni in Adriatico e alla Shell nell’area del Parco nazionale Appennino lucano Val d’Agri-Lagonegrese”.

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