Privacy Policy Primo Piano, politica interna: Ue, l’ira di Conte: traditi dalla Lega – Agenzia Data Stampa

Primo Piano, politica interna: Ue, l’ira di Conte: traditi dalla Lega

Si rifletterà inevitabilmente sul futuro del Governo italiano la “geometria variabile” espressa nel voto di ieri a Strasburgo sulla candidata alla presidenza della Commissione Ue, Ursula van der Leyen. I parlamentari pentastellati hanno votato a favore dell’ex ministro della Difesa tedesca così come quelli del Pd e di Forza Italia mentre la Lega, dopo alcune dichiarazioni in cui si chiedevano maggiori garanzie sull’immigrazione, ha deciso di votare contro così come i parlamentari di Fratelli d’Italia. Più istituzionale, ma con un occhio interessato al futuro negoziato per il futuro portafoglio destinato all’Italia nel collegio dei commissari, il sostegno del presidente Conte al programma della van der Leyen. «Ho apprezzato il discorso della candidata presidente della Commissione von der Leyen – ha commentato Conte – i temi economici, sociali, ambientali evocati così come la lotta ai traffici illeciti lasciano sperare in un’Europa finalmente più capace di avere cura del suo futuro e dei bisogni dei cittadini». Ma il voto dei 5 Stelle, determinate per l’elezione di Von der Leyen, ha scatenato un uragano nel governo e nella maggioranza. Le conseguenze non sono per il momento calcolabili, ma la tensione è al limite della rottura, che potrà solo essere rimandata magari al prossimo anno. Rimane l’incognita di come l’alleanza gialloverde, in queste condizioni, potrà affrontare nei prossimi mesi una discussione su una legge di Bilancio da 50 miliardi di euro. I toni sono cresciuti oltre la fisiologica dialettica nelle ultime settimane fino ad esplodere sulla questione dell’autonomia regionale e, in queste ultime ore, a seguito del vertice con le parti sociali convocato da Matteo Salvini per cominciare ad impostare la manovra economica e mettere a punto la flat tax. È stato il premier Conte a parlare di «sgarbo istituzionale». Il tutto appesantito dalla vicenda dei presunti finanziamenti russi al Carroccio. Ieri il colpo di scena con la Lega che vota contro Von der Leyen e i grillini a favore. «I leghisti hanno votato contro l’interesse nazionale», sostengono a Palazzo Chigi. «I 5 Stelle hanno fatto un becero gioco del baratto», fanno sapere dalla Lega. Salvini è furioso. Non ha mai accettato la logica messa in campo da Conte che aveva invitato i due partiti del suo governo a sostenere il pacchetto di nomine deciso nell’ultimo vertice europeo. «Non avremo mai votato a favore della Von der Leyen solo per avere una poltrona», fa sapere il ministro dell’Interno che si aspettava un riconoscimento palese dalla neo presidente della Commissione Ue.

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