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Rapporto OCSE sui giovani

La relazione fa il punto sugli accordi esistenti in materia di governance pubblica per il coinvolgimento e l’emancipazione efficaci e inclusivi dei giovani. Si basa sui dati dell’OCSE relativi ai settori ”open government”, uguaglianza di genere, innovazione del settore pubblico, bilancio pubblico, politica di regolamentazione e altri. Nel campo delle politiche rivolte ai giovani, la relazione rileva che meno della metà di tutti i paesi OCSE dispone di una strategia nazionale operativa per i giovani e alcuni non sembrano rispettare gli standard internazionali. Esiste una varietà di pratiche per guidare e coordinare gli affari giovanili attraverso i ministeri e i livelli di governo. Tuttavia, vi sono lacune nei dati disponibili sulla forza lavoro e sui budget assegnati per l’erogazione di politiche e servizi per i giovani. Solo un ristretto numero di paesi applica strumenti per integrare le tematiche giovanili nell’elaborazione delle politiche e nell’erogazione dei servizi, e mancano dati certi sul loro impatto. Secondo il rapporto, i giovani sono sottorappresentati nelle istituzioni statali e diminuisce la loro partecipazione alla vita pubblica e politica attraverso i canali formali. Per quanto riguarda i quadri giuridici e l’età minima, mentre non esiste un quadro internazionale giuridicamente vincolante incentrato sulla “gioventù”, in alcuni paesi esistono leggi/atti relativi al settore giovanile. Tuttavia, in alcuni casi, l’età minima continua a minare l’accesso dei giovani ai servizi pubblici e all’autonomia.

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