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Roma, protagonista Mozart ai Concerti Lorenesi

Un concerto antologico che prevede tutte le sonate per archi dalla k67 alla k336 in un viaggio affascinante nella produzione sacra Salisburghese del genio austriaco.  Le Sonate vengono composte tutte per servizi liturgici brevi e funzionano proprio come piccoli intermezzi per accompagnare la liturgia. L’organico è quello tipico “da chiesa” conforme ad una tradizione di sonate affidate ad un trio con l’accompagnamento dell’organo. Una coincidenza non troppo velata con l’affare religioso e trinitario che aveva già ispirato altri autori “a stipendio” nelle chiese o al capezzale di qualche magnifico e generoso cardinale. Così le Sonate da Chiesa risalgono tutte al periodo salisburghese, tra il 1772 circa e il 1780 e continuano la tradizione delle antiche sonate religiose seicentesche. Mozart stesso scrisse, in una lettera del settembre 1776 al Reverendo Padre e Maestro Giovanni Battista Martini, che le sonate venivano eseguite durante la Messa tra la lettura dell’Epistola e quella del Vangelo, pratica poi interrotta nel 1783 dall’Arcivescovo di Colloredo. Per questo motivo e per il contemporaneo trasferimento di Mozart a Vienna nel 1781, le “Sonate all’Epistola” (così le chiamava l’autore) appartengono ad un limitato periodo compositivo che non impedisce il fiorire di temi ed echi che verranno in seguito estesi nei movimenti di celebri Sonate e Sinfonie. Scritte in un unico movimento di forma sonata sempre in tempo ”Allegro”, unica eccezione l’”Andantino” della Sonata KV 67, testimoniano una religiosità assai legata agli ideali stilistici della musica sacra napoletana allora in voga, dove pomposità e retorica si mescolano ad espressioni amabili ed aggraziate di gusto chiaramente profano. Del resto è lo stesso Leopold Mozart nel 1740 ad osservare come le Sonate a tre destinate alla chiesa fossero composte in stile cameristico, giustificando in tal senso l’inserimento nel programma dell’unica Sonata a tre di Wolfgang Amadeus: la Nachtmusik” KV 266. L’organo appare all’inizio strumento di ripieno e relegato alla parte di accompagnamento rifornendo il trio di accorte intrusioni che assomigliano ad interventi di solito affidati agli strumenti a fiato. Con il tempo questo strumento diverrà sempre più autonomo fino ad intere parti “assolo” presenti nella sonata k336. Paolo De Matthaeis sarà accompagnato da i solisti della Cappella Musicale Costantina Toki Takahashi e Nayla Obeid al violino, Marco Saldarelli e Derya Davulcu violoncello e contrabbasso. Il concerto è Gratuito, Sabato 18 Maggio Ore 20,30 alla Chiesa di San Nicola dei Lorenesi Largo Febo, 9 00186 Roma RM