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SIPPS e Nestlè: il progetto ”nutripiatto”

Nell’ambito della collaborazione con Nestlé per il progetto Nutripiatto, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale dà utili consigli ai genitori su promozione della salute psicofisica e prevenzione delle malattie dei propri figli.  Corretta alimentazione ed attività fisica: la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce utili consigli ai genitori e si sofferma sul significato di attività fisica e sul perché rivesta un ruolo così importante per la salute dei bambini.  I suggerimenti rientrano nella collaborazione tra SIPPS e Nestlé nell’ambito del progetto Nutripiatto, lo strumento di educazione nutrizionale sviluppato da Nestlé e rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni al fine di promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata ma anche di una corretta attività fisica.   “Quando parliamo di ‘Attività fisica’ – spiega il Dottor Domenico Meleleo, Pediatra di famiglia, Coordinatore del Documento di Consensus intersocietario SIPPS e FIMP “Il bambino e l’adolescente che praticano sport” – ci riferiamo a tutti i movimenti del corpo. Si tratta di un termine generico che comprende tutte le attività che compiamo per svolgere i compiti della nostra vita quotidiana, l’esercizio fisico, il gioco e lo sport”.  “L’attività fisica – prosegue Meleleo – non serve soltanto a “bruciare le calorie” introdotte con l’alimentazione per evitare che un eccesso di energia introdotta rispetto a quella utilizzata ci faccia ingrassare. Livelli adeguati di attività fisica sono importanti anche perché migliorano il funzionamento di molti meccanismi metabolici, che permettono alle cellule di utilizzare gli zuccheri, i grassi e le proteine introdotti con gli alimenti e di smaltire le sostanze nocive introdotte dall’esterno o prodotte dal nostro organismo a causa di una alimentazione scorretta o per un eccesso di stress. Tutti gli organi del nostro corpo, persino il nostro sistema immunitario, diventano più forti con l’attività fisica, non soltanto le nostre ossa e i nostri muscoli! Pertanto, chi si muove tanto, non soltanto non ingrassa, ma ha uno stato di salute complessivamente migliore”.  “Bisogna favorire al più presto uno stile di vita attivo – aggiunge il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – così da impedire che si instauri un circolo vizioso per cui un bambino non abituato all’attività fisica, impacciato nei movimenti e con muscoli che si affaticano prima degli altri coetanei normopeso, possa vergognarsi durante il gioco, evitando le occasioni di svago e di moto. Diventa quindi fondamentale incoraggiare e sostenere la pratica di attività fisica regolare e di uno stile di vita attivo: questo compito spetta soprattutto alla famiglia e a noi pediatri”. Quanto deve muoversi il bambino? Come e quanto deve mangiare in rapporto all’attività fisica? Le linee guida dell’OMS informano che i bambini e gli adolescenti di età compresa tra i 5 e i 17 anni dovrebbero praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità da moderata a vigorosa ed esercizi di rafforzamento dell’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana. “In pratica – precisa Di Mauro – significa che i bambini e gli adolescenti devono quotidianamente, come minimo per un’ora, giocare, praticare l’esercizio fisico strutturato e/o praticare sport.”

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